
L’adattamento di Toni Servillo – premio Ubu come spettacolo dell’anno per il 2008 – riassume in circa tre ore le già fortunate commedie goldoniane: “Le smanie della villeggiatura”, “Le avventure della villeggiatura”, “Il ritorno della villeggiatura”. L’ancien regime con le sue gerarchie rigidamente sclerotizzate è sul crinale con discesa e a metterlo in crisi sono i desideri umani. «I personaggi principali di queste tre rappresentazioni - scriveva l’autore veneziano nella nota a chi legge – sono di quell’ordine di persone che ho voluto prendere di mira; cioè di un rango civile, non nobile e non ricco, poiché i nobili e i ricchi sono autorizzati dal grado e dalla fortuna a fare qualcosa di più degli altri. L’ambizione de’ piccoli vuol figurare coi grandi, e questo è il ridicolo che io ho cercato di porre in veduta, per correggerlo, se fia possibile». Una lettura pregna del ‘conflitto di classe’ che sarà di altre epoche sembra consentita dallo stesso drammaturgo, portavoce, come è noto, di un bonario illuminismo popolare. Si tratta verosimilmente di un proposito riformista, teatrale e non, che preconizza la necessaria duttilità di un sistema, abbattuto drasticamente poi dai rivoluzionari di Francia.
Brillante protagonista oltre che regista Toni Servillo, magnifici tutti gli attori, si confermano eccellenti Anna Della Rosa e Tommaso Ragno. Una coproduzione Piccolo Teatro di Milano e Teatri Uniti, “Trilogia della villeggiatura” torna al Valle. Il pubblico in sala ride, ribadito il successo.
Ilaria Mulè, Roma





