
Fin da piccolo, studia fotografia; a seguito delle leggi razziali gira il mondo e mai, tranne a causa di un attacco di cuore, rallenta la sua enorme produzione; fino alla sua morte, avvenuta nel 2004 a causa di un incidente stradale.
Famoso soprattutto per i suoi studi di nudo femminile, Newton ha rappresentato uno dei più grandi esponenti della fotografia contemporanea. Fotografo di moda per riviste quali Vogue, Elle, GQ, Marie Claire e stilisti come Chanel, Gianni Versace, Yves Saint Laurent e Dolce e Gabbana , ha reso celebri molte delle top-model che oggi sono riconosciute quali icone della moda, nonché grandi dive del cinema.
Il suo stile, scarno all’apparenza, privo di colore e caratterizzato da un erotismo patinato, è alla base della sua tecnica fotografica che tende a creare atmosfere apparentemente fredde, quasi ignorando la pellicola a colori della sua macchina.
La freddezza per così dire “apparente” dei suoi scatti non implica alcun tipo di indifferenza, piuttosto una sorta di astrazione del soggetto dall’ambiente circostante, al fine di discostarsi completamente da qualsiasi nota romantica o sentimentale. Non a caso rimangono impressi quei tratti sado-masochistici e feticisti, tipici di quella figura simbolo dell’emancipazione femminile, negli anni immediatamente successivi al dopoguerra, rappresentata dalla cosiddetta “femme fatale”.
Nonostante l’aspra critica con la quale Netwon è riuscito sempre a convivere (frasi come “l’importante è che scrivano correttamente il mio nome e cognome” oppure “bisogna essere all’altezza anche della propria cattiva reputazione”, rendono bene il suo modo di approcciarsi ad essa); è evidente che, nella sua fotografia, non ci sia alcun tipo di disprezzo per la donna, quanto invece una forma di sublime idealizzazione di essa.
La sua corrente di pensiero, assolutamente anticonformista, lo induce a considerare bello soltanto ciò che è falso, così come tutto ciò che inganna l’occhio umano (il che, paradossalmente, riporterebbe ad una concezione estremamente realista, secondo l’idea che ad incantare l’uomo moderno altri non è se non ciò che lo illude al tempo stesso). Adorava, per tanto, l’artificio : “il prato all’inglese più bello è di plastica”, annotava su uno dei suoi taccuini. E’ così, dunque, che la critica cercava di stroncare la verità espressa dalla sua fotografia che, per tutti questi motivi, diventava “pericolosa”. A partire dai nudi, fino a giungere ad accoppiamenti fra donne in un’ambientazione di tipo fascista.
Nei suoi intenti non vi era certamente quello di narrare delle storie, quanto quello di cogliere la drammaticità insita nell’attimo presente. Riusciva così, attraverso luci e nudi, a trasformare fatti comuni in immagini estetiche. Tutto attraverso l’esperienza della ricreazione visiva. E’ riuscito, attraverso simili sottigliezze, ad influenzare profondamente l’immaginario erotico moderno; a partire dalla rappresentazione non della realtà di giovani ragazze (benchè molte delle sue modelle non avessero più di vent’anni), ma di donne adulte, mature e, soprattutto libere.
Questa forse è la parola chiave della sua fotografia. Alla base del significato più profondo di tutta la sua opera vi è il concetto di libertà. Senza, tuttavia, tralasciare il suo gusto per il lusso e per la bellezza che lo ha reso uno fra i più celebri cronisti di quella classe sociale (i ricchi) che è riuscito a mettere a nudo senza soffermarsi alle apparenze.
Benchè noto soprattutto come fotografo di moda, la sua fotografia è rimasta nella storia. Ancora oggi, grande fonte di ispirazione, sopravvissuto proprio alle mode che intendeva rappresentare, anticonformista ed estremamente all’avanguardia.
Si è detto più volte che Helmut Newton sia riuscito ad individuare, attraverso la sua arte, a cosa sarebbe assomigliata la donna del secolo a venire.
Galleria Fotografica dedicata a H. Newton a cura dell'autrice
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Gaia Alessia Galano.





