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Omaggio a Merce Cunningham

Melania Manzoni • Tue 04 di Aug, 2009[13:01 GMT]
Danza
“Negli ultimi anni veniva accolto pressoché sempre come il più grande coreografo al mondo”, ha scritto il New York Times per salutare Merce Cunningham maestro della danza contemporanea che si è spento il 26 luglio. Cunningham è stato un punto di riferimento nella storia della coreografia del Novecento poiché ha contribuito a liberare dalle convenzioni ottocentesche la danza contemporanea.
Classe 1919, Cunningham nasce a Centralia Washington, studia danza e teatro al Cornish college of the Arts di Seattle; durante questo periodo si interessa alle idee musicali di John Cage con cui instaurerà a partire dal 1945 uno dei sodalizi più duraturi dell’età contemporanea, tale da ricordare quello tra Marius Petipa e Cajkovskij o Balanchine e Stravinskij. Dal 1939 al 1945 è étoile della Martha Graham dance company, per la quale interpreta i ruoli dell'Acrobata in Every Soul is a Circus (1939), del Cristo in El Penitente (1940), e le coreografie In the Name of the Holocaust o Tossed as it is Untroubled (1942-46).
Abbandonata la scuola della Graham esplora un nuovo credo creativo libero da regole coercitive che si concretizzano in un nuovo movimento teatrale: l'happening . Una occasione nella quale alla sua danza si congiungono autonome azioni artistiche che sono da base per la creazione della `new dance'. In questo solco nasce la Merce Cunningham Dance Company (1953) che ha avuto come obiettivo quello di riesplorare i movimenti delle tecniche tradizionali (il balletto) e di scuola moderna (come la `tecnica Graham'), includendo i gesti quotidiani e l'immobilità (corrispondenti al rumore e al silenzio in Cage). Questa nuova danza ha coinvolto nuovi spazi al di là di quelli teatrali, come spazi aperti e gallerie d’arte, e ha eliminato ogni coinvolgimento emotivo che potesse distogliere l'interprete dalla concentrazione sul movimento.
In breve tempo la Merce Cunningham Dance Company si è trasformata in una vera e propria mecca della danza contemporanea, e Cunningham acclamato come il maestro di una tecnica inedita che ha saputo mescolare la danza agli strumenti tecnologici (i televisori), ai film-makers e alla video-arte.
Le coreografie della Merce Cunningham Dance Company sono state firmate da giovani artisti come Rauschenberg e Jasper Johns che dal 1954 al 1980 furono consulenti artistici della scuola (seguiti da Mark Lancaster e nel 1984 da William Anastasi e Dove Bradshaw), e hanno avuto la collaborazione di Andy Warhol, Frank Stella, Barnett Neumann e Robert Morris, Marcel Duchamp. Questi contributi rinverdivano la sinergia artistica dei Ballets Russes d'inizio secolo, pur escludendo dal suo programma soggetti letterari e intenzioni dimostrative. L’accostamento ai Balletti Russi si è ripetuto più volte, infatti Parigi e Londra gli aprirono subito le braccia come successore di Diaghilev.
Se in principio il suo stile venne apprezzato nei circoli di danza man mano la sua fama si diffuse sempre di più fino alla consacrazione nel 1973 con l'ingresso all'Opéra di Parigi con Un jour ou deux, altri grandi spettacoli furono al New York City ballet, all’American ballet theatre e al Boston ballet.
Con la Graham e Balanchine, Cunningham fece di New York la capitale mondiale della coreografia: la scuola di New York influenzò il mondo dimostrando che la danza poteva essere grande teatro.
Soprannominato “l’Einstein della danza” ha passato gli ultimi anni della vita sulla sedia a rotelle e nel 2009 ha coreografato ul'ultimo balletto dal titolo ‘Nearly Ninety’; tuttavia ha continuato a lavorare per i suoi ballerini dicendo che creava danza nella sua testa.
Negli ultimi anni, dopo la morte di Martha Graham, veniva definito il più grande coreografo del mondo, ma per alcuni - ha scritto il New York Times - Cunningham è stato più semplicemente il più grande artista del secolo dai tempi di Samuel Beckett.


Melania Manzoni
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