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El arte debe ser libre

Miguel Ángel Font • Fri 21 di Nov, 2008[09:36 GMT]
Quando sono arrivato a Roma avevo in valigia la sceneggiatura di un cortometraggio che desideravo fortemente girare nella Capitale. Si tratta di un’opera complicata e intensa che trovava qui il perfetto contrasto che volevo creare: da una parte la dimensione cittadina piena di rumore e caos e dall’altra un personaggio femminile con una storia difficile, completamente sola e priva di speranza.
Avevo immaginato di girare le scene in alcuni dei luoghi più significativi della città, ma non mi interessava riprendere gente di passaggio, immagini mosse e rapide. Il mio obiettivo era quello di creare qualcosa di importante e dunque sarei dovuto recarmi in quei luoghi con una piccola troupe e con l’attrezzatura necessaria.
Non avevo considerato però che per poter realizzare tutto questo sono necessari dei permessi che allungano i tempi e trasformano un paio di minuti di ripresa in una questione di stato.
Decisi allora di iniziare da altre location. In particolare appena giunto nella casa in cui alloggio mi venne in mente di girare nel patio interno. Si tratta di uno spazio ben curato, con delle piante e devo dire che anche la luce è molto interessante. Vi avrei girato una delle scene più importanti del film. Dissi a me stesso: «se è impossibile girare al Colosseo, qui non avrò problemi».
Ma le cose non sono andate così.
Ho scoperto infatti che nello stesso palazzo abita un noto politico italiano, il suo nome è Antonio di Pietro. Ed è stata davvero una scoperta casuale. Ma chi è Antonio di Pietro? Io non l’ho mai visto, neanche in tv (la televisione non mi piace tanto, la uso solo per vedere il cinema che amo).
Chiunque esso sia ha il potere di trasformare una normale abitazione in un luogo da proteggere, quasi come un’ambasciata, quindi per girare una scena, anche in questo caso, è necessario chiedere un’autorizzazione.
La cosa più assurda è stato scoprire che nella stessa zona vivono molti personaggi dello spettacolo come attori e produttori … insomma tra tutte le case possibili sono capitato in quella sbagliata.
Ma adesso ho risolto tutto. Ho il numero di telefono del bodyguard di Di Pietro e così potrò girare finalmente la scena, mi toccherà solo avvertire prima di farlo.
Ciò che ho capito alla fine di questa storia è che non importa quanti permessi occorrano per fare un film (anche se è un po’ scocciante) perché si tratta di problemi facili da superare.
L’importante è che l’arte, il giornalismo, la letteratura siano liberi di esprimersi senza censura, che chi parla lo faccia con oggettività, senza conflitti d’interesse.
Solo questo segnerebbe veramente la fine della libertà di espressione.



Miguel Ángel Font 21 anni, studente di Scienze Audiovisive alla Lumsa. Sono spagnolo e voglio fare il regista, ho studiato violino per 16 anni al conservatorio. Sul sito www.htprod.wordpress.com troverete i miei video. Potrete inoltre aiutarmi a vincere il concorso Jameson Notodo FilmFest semplicemente guardando questo video http://htprod.wordpress.com/pequena-parcela-de-realidad/ girato a Roma.

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