
Anche se, all'epoca ,tale affermazione finì per deteriorare ancor di più i già precari rapporti tra Impero e Papato, senz'altro era( ed ancora è) vera. Il Meridione d'Italia rimane, nonostante l'accanimento della mafia, della 'ndrangheta, della sacra corona unita, e sessanta anni di “compromesso storico”, una delle parti più affascinanti al mondo! Terre splendide e fierissime. Ricordi normanni e svevi dal sapore arabo. Storia di sapienza orientale e del diritto romano ritrovato.
Ma , su tutto, rimane l'etichetta indelebile che , con estrema semplicioneria e discriminazione mal celata, viene data: Meridione o Sud uguale mafia(o 'ndrangheta che è la stessa cosa , anzi peggiore).
Ma poi, chi sa se sono più numerosi gli 'ndranghetisti calabresi o i calabresi lasciati senza acqua , fogna , gas ed elettricità dagli ' ndranghetisti stessi?
Tito Lucrezio Caro scrisse “ Bello, guardare sul mare s'incontrano venti/e la cupa immensità delle acque si turba/guardare da terra il naufrago lontano/ Non ti rallegra lo spettacolo dell'altrui rovina/ ma la distanza da una sorte simile”.
Chi, dal resto dell'Italia guarda la Calabria e la 'ndrangheta lo fa con animo rassegnato, confortato dal fatto di credere che si possa trattare di un fenomeno lontano che tutto sommato non lo riguarda, e che quell'intera regione è destinata, come il naufrago di Lucrezio, al suo destino, mentre lui, che conosce la Calabria ed il Meridione da turista, si rallegra della propria legalità, s'aggrappa allo Stato che vede vincitore e sicuro nelle fiction televisive e sa sempre da quale parte stare. Ma quest'accidentale senso dello Stato appare simile, come consistenza, all'amor patrio suscitato negli italiani dalla testata del maghrebino Zidane sul petto del gladiatore Materazzi negli ultimi mondiali di calcio, entrambi, senso dello Stato ed amor patrio, fasulli ed inconsistenti!
In nostro buon italiano rimane però ignaro di un evento nuovo, del quale, suo malgrado, è travolto con vigore mai visto, la dissoluzione dello Stato operata dalle necessità economiche di un'altra 'ndrangheta. Chissà se poi si tratta di un'altra 'ndrangheta?
Bisogna sottolineare come la 'ndrangheta in giro di poco tempo, gli ultimi decenni, abbia completamente cambiato pelle, lasciando alle leggende ed alla tv la descrizione di uomini ancora con la coppola ed il fucile a canne mozze che si scambiano i “pizzini”!
L'evoluzione dell'Impero 'ndranghetista nel suo nuovo corso acquista e rasenta il filo della legalità, trovando come spalla un inatteso e gradito alleato. Se prima la connivenza era stata possibile tra 'ndrangheta e potere politico, ora viene ad instaurarsi un mostruoso rapporto complementare tra le due parti, un rapporto intelligente, eccezionalmente funzionale e compenetrante, che permette il funzionamento perfezionato del fenomeno definito 'Ndrangheta.
Delle due entità, una , lo Stato dichiara di essere presente ma poi non c'è; l'altra, la 'ndrangheta, che è presente ma che dice di sé stessa di non esistere! Le due posizioni sono perfettamente combacianti e concordi, vincolate razionalmente, necessarie l'una all'altra, entrambe contribuiscono ad edificare i Palazzi delle Istituzioni, fatti di sola facciata, in cui eroici magistrati od inermi cittadini bussano senza aver risposta o aiuto , ma ricevendo in cambio, l'iscrizione all'interminabile lista di morti ammazzati e le condoglianze del Presidente della Repubblica ai famigliari!
L'unione non formale ,tra 'ndrangheta e non- Stato , non corrisponde all'unione tra un ente sostanziale , palpabile e sensibile , la 'ndrangheta appunto, e qualcosa che non c'è. Se così fosse detta unione non avrebbe ragion d'essere perchè equivarrebbe a sommare uno zero a qualcosa ,senza alterare il risultato. Il non- Stato è una definitiva sostanzialità che si unisce alla 'ndrangheta e l'amplifica a dismisura.
Fino a qualche anno fa la mancanza di Stato, il non – Stato , poteva essere interpretata come una condizione d'inferiorità tattica, occasionale, regionale, come una volontà piegata dalla prevaricazione criminale. Ai nostri tempi questa descrizione non è più vera e comunque non più sufficiente. Infatti il non – Stato coincide con il divenire economico e sociale, di un nuovo soggetto reso legittimo e di volontà dissipatoria. La 'ndrangheta non sfrutta più lacune di debolezza, connivenza e corruzione, ma si unisce a questa nuova entità che è l'anti – Stato.
Il travaso dello Stato nella sua nuova forma liberista, che è il suo esatto contrario , permette di realizzare ,alla 'ndrangheta, l'instaurarsi libero delle proprie intenzioni, una deregolamentazione di legalità nel territorio, che in ciò va a braccetto con chi mira all'edificazione del capitalismo planetario.
Questo segna la rimozione di ogni forma di sovranità nazionale – regionale e di tutela sociale, per una frammentazione che allontana dalla comunità , che costruisce la paura e la paranoia del “barone”. Non esistono servizi pubblici ma solo servizi privati che vanno opportunamente remunerati a chi ha il potere di gestirli, non si hanno più di diritti, ma solo protezione e favori, non tutela del lavoro e garanzie, ma ritornano i “caporali” che assumono a giornata i “picciotti” che non “rompono”.
Per entrambi i punti di vista, quello criminale e quello dell'anti – Stato a capitalismo del XXI secolo, si alza un ethos unico , secondo cui si esercita il potere fine a se stesso, estromettendo qualsiasi qualità etica e morale, al puro vantaggio predatorio, costi quel che costi, schiacciando chi capita.
I progressisti, i riformatori, i democratici, i liberisti, la sinistra del libero mercato, la destra che confonde identità nazionale con occupazione, tutti, tutti insieme, promuovono questo non – Stato come modello politico (anti politico!) del nuovo corso, ovvero quello rispondente alle nuove esigenze finanziarie e capitalistiche, quel corso che sta costruendo una nuova , moderna, società “antisociale”.
La liquidazione dello Stato facilita fenomeni delittuosi , rapaci, omertosi, genericamente antisociali, dei quali non può rallegrarsi il fenomeno criminoso connotato con il termine : 'ndrangheta .
Uno Stato deve avere un' Anima. Senza questa scintilla resta un semplice apparato di notabili e gendarmi. La 'ndrangheta si combatte non con le forze di polizia, o sacrificando, pochi eroici magistrati o soli ed isolati giornalisti. Non basta rimuovere una cupola, perchè un'altra è già pronta, l'estirpazione passa attraverso la via del Lavoro (non viale del Lavoro!!!), della presenza e della confidenza dello Stato con tutta la popolazione. Ma lo Stato di cui si parla, per assolvere questo compito difficile, deve avere una volontà , uno Spirito Sociale, che in troppo sembrano non auspicare. Deve essere STATO e non un semplice participio passato!
La 'ndrangheta ed i fanatici dell'anti Stato, hanno una convergenza strategica comune che non risulta concorrenziale, concentrazione dei poteri in un unico potere, assoluto e senza controllo, arbitrariamente arbitro( scusatemi la cacofonia)della quotidianità come delle vite altrui, creazione di un nuovo rapporto di servitù, quello tra il Potere e la novella plebe. Cupole mafiose e cupole finanziarie, entrambe vogliono le mani libere, amano il partito amerikano e gli pseudo post comunisti, entrambe sfruttano il lavoro altrui, entrambe creano denaro dal nulla, esercitano il pizzo,l'usura ed il signoraggio, promettono pace ipotecando il futuro degli altri con mutui a tasso variabile , dispensano serenità personali in ragione di quanto uno sia disposto/obbligato a spendere.
Entrambe pagano sicari, capitalismo a mano armata e 'ndrangheta dei banchieri, lupara bianca e blackwater, lo fanno sempre contemporaneamente, sullo stesso piano o a livelli diversi, sempre contro le stesse vittime, più che correre il rischio di entrare in contrasto , si corre il rischio della loro completa, indistinguibile identificazione.
Ed è così che il non – Stato finisce per diventare una vera e propria associazione di stampo mafioso, in cui l'attività predatoria può essere esercitata con libertà assoluta dai suoi attori. L'ignaro turista, che con distanza fisica e presunta superiorità morale, guardava il Meridione con distacco, rassicurato dalle sue piccole certezze, farebbe bene ad accorgersi che oramai respira già un nuovo modello culturale, che ha un forte sapore capital- finanziario – mafioso , e nel quale non trova più posto la Giustizia, né quella dei magistrati né quella sociale.
(foto da http://www.zakazka.cz/strelba/strel_ciste/lupara1.jpg)





