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Siamo tutti chiamati in causa

Domenico Rota • Tue 20 di Nov, 2007[00:46 GMT]
Green Life
Charles Darwin nel suo libro “Le origini delle specie” parla di “selezione naturale”, cioè quel meccanismo mediante il quale la natura modifica se stessa selezionando la parte migliore del genotipo in relazione al fenotipo. Quindi c'è una tendenza al miglioramento genetico affinché vengano esaltate mutazioni che portino una determinata specie alla sopravvivenza. In breve ogni essere animale e vegetale attraverso comportamenti innati vuole il meglio per se ed ovviamente per i suoi “successori”, preservando così nei millenni se stessa.
Prima della Rivoluzione Industriale, uomini, animali e piante vivano in simbiosi garantendo a vicenda un ciclo di riproduzione più o meno stabile.
Come il leone caccia per sfamare i suoi cuccioli, l'uomo lavora per allevare i suoi figli. L'uomo però pensa solo al futuro prossimo e “forse” non si rende conto che la vita delle generazioni future è appesa ad un filo. Di conseguenza l'uomo non pensa a preservare la propria specie, compromettendo anche quella delle altre. Perché quello che abbiamo consumato in termini energetici in due secoli non era stato consumato in diversi millenni da tutti gli uomini del pianeta. La Terra oggi è un gigante dai piedi di argilla e la colpa è solo nostra, ma le conseguenze le pagheranno tutti. Il ghiaccio dei poli si sta sciogliendo e la desertificazione avanza. Paradossalmente chi non è colpevole, le popolazioni dei paesi poveri e tutte le specie animali e vegetali, sono quelle che le stanno avvertendo per primi.
Siamo già arrivati al punto di non ritorno e la situazione ambientale è al limite del collasso, ma tutto tace. Al Gore mostra al mondo cosa succede, i politici pensano di lavarsi la coscienza con il Protocollo di Kyoto, ma in definitiva siamo allo stallo. Chi inquina siamo noi, divoratori di energia senza coscienza. Adulatori del “modello americano”, della dicotomia produrre-consumare e che ci preoccupiamo solo del nostro ego.

Ci sono dei cambiamenti che vanno dal basso verso l'alto e viceversa, ma adesso non c'è più tempo per decidere a chi spetta la prima mossa, siamo tutti chiamati in causa.

foto tratta da:http://www.ecologiasociale.org/
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